Paola Basso2018-12-11T19:31:23+00:00

PAOLA BASSO

PAOLA BASSO PER ATYPIC ART

Nasce a Torino nel 1969. Nei primi anni ’80 incomincia ad interessarsi di pittura frequentando le lezioni di decorazione su porcellana di Erminia Serra. Espone i suoi lavori in mostre collettive al palazzo Reale di Torino ed al palazzo comunale di Asti. Nel 1987 si diploma presso il Primo Liceo Artistico di Torino. Prosegue i suoi studi alla facoltà di Architettura del Politecnico di Torino dove si laurea nel 1994. Lavora come architetto prevalentemente nell’ambito della riqualificazione e valorizzazione degli spazi pubblici e dei vuoti urbani. Dal 2005 si occupa nell’attività di famiglia di arte in ambito antiquariale, dedicandosi all’analisi e al restauro di antiche icone russe e di opere pittoriche in genere. Recentemente riprende l’attività pittorica traendo ispirazione dalle esperienze maturate come architetto e restauratrice. Inizia così la ricerca di uno stile personale dedicato alla raffigurazione fantastica di paesaggi urbani e di città immaginarie.

La fresca dimensione onirica dell’artista torinese Paola Basso è costellata da una moltitudine di sogni ad occhi aperti, che prendono forma via via che si concretano sul supporto pittorico. Tecnica e stile confluiscono in questo percorso al limite dell’Immaginario, ove l’Idea iniziale, quasi l’embrione del progetto costitutivo-costruttivo della definitiva struttura compositiva dell’opera, è smosso e svincolato poi dal divenire creativo in cui il colore, così come la giocosità del soggetto rappresentato, giunge gradualmente in soccorso alla logica di partenza. E alla sua logica originale, appunto, tale poetica resta però sempre in qualche modo ancorata: l’approccio ludico e l’armonia complessiva prendono il sopravvento sui singoli elementi e il quadro nel suo insieme inizia ad interagire, a dialogare con lo spettatore/fruitore. Soprattutto un colloquio interiore con il fanciullino che dorme in noi. La professione artistica dell’autrice è relazionata alla sua esperienza nel settore dell’architettura e del restauro, che l’hanno spinta a proiettare il suo personale universo mentale in vedute fantastiche di paesaggi urbani e città reinventate (paragonabili agli invisibili luoghi descritti e raccontati dal Marco Polo di Calvino), nelle quali gli elementi estrapolati dal reale rivivono felicemente in chiave naȉve. In un simile connubio tra tinte irrazionali e ironiche, mirabilmente tradotte in accesi segni cromatici, siamo chiamati direttamente in causa: l’osservatore resta incantato da quei silenzi simbolico-evocativi; e dallo spiazzamento che ne consegue comincia il viaggio successivo alla conquista della piena consapevolezza. Parliamo quindi di “gioviali teatrini” che ritraggono e sublimano la fredda realtà quotidiana, scavando sempre più in profondità nell’anima delle cose. Prerogative essenziali per una tipologia di lavoro che intende lucidamente ritrovare il significato stesso della bellezza tramite atmosfere altrimenti obliate, sensazioni e sentimenti percepiti magari in determinati momenti, indimenticabili, della propria esistenza, che meritano di essere condivisi con la parte eternamente infantile di ciascuno di noi, sfera intima che forse cerchiamo troppo spesso di assopire. Ecco, la Basso ha deciso di risvegliarla: credo davvero si sia brillantemente riuscita. E la letizia del mondo torna a farci sorridere.

A cura di Andrea Domenico Taricco.

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